“… è bellissimo, ma è nevrotico il pensiero di quel giovane quando poggia il pennino sulla carta… quel giovane che sognava anche quando tutti credevano di essere svegli… non riesce più a fare scarabocchi!...deve riflettere e impregnare con l’inchiostro il suo pensiero, la turbolenza esasperata e confusa della sua mente…ma per cercare cosa?... quando ci pensa vuole urlare … è come pensare a cosa si è prima di nascere e a cosa si sarà alla fine…
Non è pazzo, ma ama giocare con il fuoco; crede di essere ai confini del pensiero umano, in bilico su un cornicione: lo strapiombo…l’ignota realtà ; la finestra… la conosciuta realtà .
Tante volte il pensiero gli sfugge
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