Lagricoltura e il cambiamento climatico si caratterizzano per una relazione complessa di causa-effetto. Lagricoltura produce rilevanti volumi di gas a effetto serra, principale causa del cambiamento climatico. Al tempo stesso per嘆, subisce gli impatti negativi di questultimo, in termini di riduzione della produttivit e di incremento dei rischi legati alla sicurezza alimentare. La sfida del cambiamento climatico, e ci嘆 che faremo per affrontarlo, definir la nostra generazione, la nostra era, e infine la nostra eredit globale.
Dal convegno "Doppia Piramide: alimentazione sana per le persone, sostenibile per il pianeta" - 29 giugno 2010, Milano. Doppia Piramide: alimentazione sana per te, sostenibile per il pianeta - Barbara Buchner
Rapporto IPCC 2013- climate change and international answerCosimoPieri
油
This is my final work for University of Florence; It's on IPCC 2013 and the following answers of International environment on climate change, especially relating on COP 21
Unfortunately in Italian
If needed, i can provide English version too ;)
For downloading, please write me on Linkedin
Tesla Club Italy Revolution 2019 - Inquinamento atmosferico e cambiamenti cli...Tesla Club Italy
油
La qualit dellaria e il cambiamento climatico sono intimamente legate fra loro, in quanto le sorgenti di gas ad effetto serra sono immettono in atmosfera anche inquinanti gassosi e particolati. Tutte le attivit antropiche causano limmissione in atmosfera di specie chimiche gassose e particolate che modificano la composizione dellatmosfera stessa. Questi cambiamenti, a loro volta, sono responsabili del degrado della qualit dellaria e del cambiamento del clima della Terra. La riduzione delle emissioni di origine antropica pu嘆 quindi offrire la possibilit allo stesso tempo di migliorare la qualit dellaria e di mitigare il riscaldamento del clima.
Relatore: Maria Cristina Facchini, Direttore Istituto di Scienze dellAtmosfera e del Clima del CNR
Buone azioni per rispettare la Terra. Energia, effetto serra, cambiamenti climatici, innalzamento dei mari e ispessimento delle foglie: effetti sulla vita!
WWF Italia : Quanta natura sprechiamo: ottobre 2013WWF ITALIA
油
Lo spreco alimentare non 竪 solo un problema di alimenti: per produrre tutto il cibo che sprechiamo, ogni anno in Italia buttiamo nel cestino fino a 1.226 milioni di metri cubi di acqua, 24,5 milioni di tonnellate di CO2e e il 36% dellazoto da fertilizzanti, utilizzati inutilmente con tutti gli impatti e i costi ambientali che ne conseguono. La responsabilit 竪 dei consumatori, che spendono in media 316 euro lanno in cibo che per disattenzione o negligenza viene buttato senza essere consumato, ma anche di un sistema produttivo che troppo spesso perde cibo e risorse lungo la filiera, fino al 50% delle perdite totali, prima ancora che arrivino in tavola.
E il quadro che emerge dal rapporto WWF Quanta natura sprechiamo e dallindagine realizzata da GfK Eurisko con la collaborazione di Auchan e Simply, presentati oggi allevento WWF Ridurre lo spreco alimentare: una ricetta per salvare il pianeta, che insieme a esperti italiani e internazionali.
Crisi Climatica a IIS Meucci di Carpi 2021Luca Lombroso
油
presentazione all'assemblea stiudentesca di istituto dell'IIS Meucci di Carpi, 23 marzo 2021, Giornata Mondiale della Meteorologia
video conferenza on line
La #cop21 e l'accordo di Parigi sul climaLuca Lombroso
油
Conferenza pubblica di
Luca Lombroso, Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari
sul tema La COP21 e laccordo di Parigi sul clima che si terr mercoled狸 10 febbraio alle 18.00
presso la Sala studenti della Biblioteca Scientifica Interdipartimentale, in via G. Campi 213/c a Modena.
Saluti e introduzione: prof. Glauco Ponterini, Direttore scientifico BSI UniMoRe, prof. Alessandro Capra, Direttore DIEF UniMoRe.
Tecnico dellOsservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari, Luca Lombroso, che ha partecipato come observer per il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari
dellUniversit di Modena e Reggio Emilia alla Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici di dicembre 2015, verr in BSI per informare gli studenti, la comunit dellAteneo e i cittadini sui risultati
della Conferenza e per condividere con il pubblico le prospettive attuali e future connesse ai cambiamenti climatici, alle loro cause, agli effetti e alle possibili soluzioni in materia di ambiente e biodiversit, energie rinnovabili e nuove tecnologie, stili di vita, giustizia climatica ed etica ambientale, presentando anche alcuni esempi e proposte concrete al riguardo.
Laccordo di Parigi, in qualsiasi prospettiva lo si veda, commenta Lombroso 竪 un passo storico. A differenza delle ultime COP (Conferenze delle Parti delle Nazioni Unite sul clima) Parigi si 竪 conclusa non solo con una COP decision ma 竪 stato approvato anche un nuovo trattato internazionale. Viene stabilito per la prima volta, in modo politicamente vincolante, un limite di massimo riscaldamento planetario, inferiore di ben 2尊C rispetto allera preindustriale
ed entro il 2100, facendo tutti gli sforzi per limitarlo a 1.5尊C.
Con le promesse di riduzione attuali, riconosce laccordo stesso, c竪 un GAP di 15 miliardi di tonnellate di CO2 per il percorso da fare per contenere il global warming a 2属C, ma si indica anche la strada da percorrere per colmare questo gap attraverso il coinvolgimento del livello sub nazionale: regioni, citt e comuni, imprese, associazioni e societ civile. Questa, ritengo, sar anche una grande opportunit per lo sviluppo sostenibile e ovviamente per la ricerca.
Al proposito laccordo di Parigi cita esplicitamente, art. 7.7, lapprofondimento della conoscenza scientifica sul clima inclusa la ricerca, losservazione sistematica del sistema climatico ed i sistemi di allerta precoce in una maniera che aiuti i servizi climatici e supporti la presa di decisione.
La conferenza 竪 disponibile in streaming (http://tv.unimore.it ) .
Rapporto IPCC 2013- climate change and international answerCosimoPieri
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Tesla Club Italy Revolution 2019 - Inquinamento atmosferico e cambiamenti cli...Tesla Club Italy
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La qualit dellaria e il cambiamento climatico sono intimamente legate fra loro, in quanto le sorgenti di gas ad effetto serra sono immettono in atmosfera anche inquinanti gassosi e particolati. Tutte le attivit antropiche causano limmissione in atmosfera di specie chimiche gassose e particolate che modificano la composizione dellatmosfera stessa. Questi cambiamenti, a loro volta, sono responsabili del degrado della qualit dellaria e del cambiamento del clima della Terra. La riduzione delle emissioni di origine antropica pu嘆 quindi offrire la possibilit allo stesso tempo di migliorare la qualit dellaria e di mitigare il riscaldamento del clima.
Relatore: Maria Cristina Facchini, Direttore Istituto di Scienze dellAtmosfera e del Clima del CNR
Buone azioni per rispettare la Terra. Energia, effetto serra, cambiamenti climatici, innalzamento dei mari e ispessimento delle foglie: effetti sulla vita!
WWF Italia : Quanta natura sprechiamo: ottobre 2013WWF ITALIA
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Lo spreco alimentare non 竪 solo un problema di alimenti: per produrre tutto il cibo che sprechiamo, ogni anno in Italia buttiamo nel cestino fino a 1.226 milioni di metri cubi di acqua, 24,5 milioni di tonnellate di CO2e e il 36% dellazoto da fertilizzanti, utilizzati inutilmente con tutti gli impatti e i costi ambientali che ne conseguono. La responsabilit 竪 dei consumatori, che spendono in media 316 euro lanno in cibo che per disattenzione o negligenza viene buttato senza essere consumato, ma anche di un sistema produttivo che troppo spesso perde cibo e risorse lungo la filiera, fino al 50% delle perdite totali, prima ancora che arrivino in tavola.
E il quadro che emerge dal rapporto WWF Quanta natura sprechiamo e dallindagine realizzata da GfK Eurisko con la collaborazione di Auchan e Simply, presentati oggi allevento WWF Ridurre lo spreco alimentare: una ricetta per salvare il pianeta, che insieme a esperti italiani e internazionali.
Crisi Climatica a IIS Meucci di Carpi 2021Luca Lombroso
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presentazione all'assemblea stiudentesca di istituto dell'IIS Meucci di Carpi, 23 marzo 2021, Giornata Mondiale della Meteorologia
video conferenza on line
La #cop21 e l'accordo di Parigi sul climaLuca Lombroso
油
Conferenza pubblica di
Luca Lombroso, Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari
sul tema La COP21 e laccordo di Parigi sul clima che si terr mercoled狸 10 febbraio alle 18.00
presso la Sala studenti della Biblioteca Scientifica Interdipartimentale, in via G. Campi 213/c a Modena.
Saluti e introduzione: prof. Glauco Ponterini, Direttore scientifico BSI UniMoRe, prof. Alessandro Capra, Direttore DIEF UniMoRe.
Tecnico dellOsservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari, Luca Lombroso, che ha partecipato come observer per il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari
dellUniversit di Modena e Reggio Emilia alla Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici di dicembre 2015, verr in BSI per informare gli studenti, la comunit dellAteneo e i cittadini sui risultati
della Conferenza e per condividere con il pubblico le prospettive attuali e future connesse ai cambiamenti climatici, alle loro cause, agli effetti e alle possibili soluzioni in materia di ambiente e biodiversit, energie rinnovabili e nuove tecnologie, stili di vita, giustizia climatica ed etica ambientale, presentando anche alcuni esempi e proposte concrete al riguardo.
Laccordo di Parigi, in qualsiasi prospettiva lo si veda, commenta Lombroso 竪 un passo storico. A differenza delle ultime COP (Conferenze delle Parti delle Nazioni Unite sul clima) Parigi si 竪 conclusa non solo con una COP decision ma 竪 stato approvato anche un nuovo trattato internazionale. Viene stabilito per la prima volta, in modo politicamente vincolante, un limite di massimo riscaldamento planetario, inferiore di ben 2尊C rispetto allera preindustriale
ed entro il 2100, facendo tutti gli sforzi per limitarlo a 1.5尊C.
Con le promesse di riduzione attuali, riconosce laccordo stesso, c竪 un GAP di 15 miliardi di tonnellate di CO2 per il percorso da fare per contenere il global warming a 2属C, ma si indica anche la strada da percorrere per colmare questo gap attraverso il coinvolgimento del livello sub nazionale: regioni, citt e comuni, imprese, associazioni e societ civile. Questa, ritengo, sar anche una grande opportunit per lo sviluppo sostenibile e ovviamente per la ricerca.
Al proposito laccordo di Parigi cita esplicitamente, art. 7.7, lapprofondimento della conoscenza scientifica sul clima inclusa la ricerca, losservazione sistematica del sistema climatico ed i sistemi di allerta precoce in una maniera che aiuti i servizi climatici e supporti la presa di decisione.
La conferenza 竪 disponibile in streaming (http://tv.unimore.it ) .
Il carbone non serve all'Italia: il nostro paese, con una potenza installata che gi supera i 106 GW, a fronte di una punta massima della domanda di circa 57 GW, ha una sovraccapacit di produzione di energia elettrica tale da costringere le centrali a funzionare a scartamento ridotto. Non abbiamo quindi alcun bisogno di investire in impianti a carbone.
2. 1.Sintesi(breve)circa i dati disponibili sul
Global Warming Potential associato alla
produzione di diversi alimenti
2.Stima dellimpatto ambientale della
cosiddetta dieta quotidiana
Obiettivi
3. Il riscaldamento globale in climatologia indica, in
riferimento alla storia climatica della Terra, le fasi di
aumento della temperatura media dellatmosfera
terrestre e degli oceani dovuta a cause naturali (ciclo
solare,moti della Terra,variazioni della quantit dei
gas atmosferici ecc.).
GLOBAL WARMING
4. I cambiamenti recenti del clima sono stati
analizzati pi湛 in dettaglio solo a partire dagli
ultimi anni, cio竪 da quando le attivit
umane sono cresciute esponenzialmente ed
竪 diventata possibile losservazione dellalta
troposfera.
Tutti i principali fattori ai quali 竪 attribuito il
cambiamento climatico sono legati alle
attivit delluomo.
CAUSE DEL RECENTE RISCALDAMENTO GLOBALE
8. Leffetto 竪 linsieme dei meccanismi che
rende la temperatura superficiale di un
pianeta superiore a quella che si
avrebbe per puro equilibrio radioattivo,
calcolato secondo la legge di Stefan
Boltzman. Tale concetto 竪 stato
proposto per la prima volta da Joseph
Fourier nel 1827 ed 竪 stato studiato poi
da Svante Arrhenius nel 1896.
INFLUENZA DEI GAS SERRA
NELLATMOSFERA
Stefan-Boltzman
9. Enormi quantit di cibo sono prodotte,
trasformate, distribuite e consumate ogni
giorno.
Questi sono i tipi di attivit che provocano
impatti diretti sulla salute umana e sul
nostro ambiente.
ALIMENTI
10. Un indicatore del livello di insostenibilit del sistema
alimentare contemporaneo 竪:
Energia consumata per produrre un alimento
IS = _______________________________________
Apporto energetico dellalimento stesso.
Prima, nel 1910 (societ per-industriali) IS=1
1970 IS=9
Oggi IS>100
INDICATORI
11. Nel corso degli anni 竪 notevolmente cambiato il modo
di produrre e di distribuire il cibo, dal campo o
allevamento fino alla nostra tavola.
I fenomeni pi湛 noti sono stati la globalizzazione
dellindustria alimentare, lincremento
dell import/export di alimenti e materie prime, la
concentrazione di grandi produttori a scapito della
microeconomia, laumento di grandi punti vendita
centralizzati e la diminuzione del numero dei piccoli
negozi con il conseguente aumento di grandi
autoveicoli per il trasporto di generi alimentari.
Food Miles
12. La crescente attenzione dei consumatori
nellUE per le FOOD MILES, se intesa in
maniera superficiale, pu嘆 rappresentare
una minaccia per lexport di molti Paesi.
Il trasporto delle derrate alimentari 竪
infatti solo uno dei fattori che
determinano limpatto ambientale totale
della produzione e del consumo di
alimenti.
13. I dati disponibili sul riscaldamento globale e sui consumi
specifici di energia per prodotti alimentari differiscono
a seconda delle realt produttive esaminate.
Le diverse stime dipendono dal mix delle fonti
energetiche utilizzate per produrre energia elettrica.
In Svezia il mix prevede: EN 46.6% EIdro 46.8%
In GB EN=18%
In IT il mix non comprende EN
300 TWh -E(rinn) 50 TWh
14. La metodologia Life Cycle Assessment (LCA) si propone di valutare gli
effetti ambientali di un prodotto lungo tutto il proprio ciclo di vita.
Le procedure sono descritte nelle norme standard ISO 14040 e si
articolano in 4 fasi distinte:
1) Definizione degli obiettivi
2) Inventario dei consumi di MP ed energia:
emissioni in aria, acqua, suolo...formazione di effluenti e residui
solidi
3) Valutazione dellimpatto ambientale tramite diversi parametri
ecologici
4) Interpretazione dei risultati tenendo conto dei margini di
incertezza nelle assunzioni di partenza e verificando la sensitivit
dei risultati a prefissati intervalli di variazione
Life-Cycle Assessment (LCA)
16. Colazione
PRODOTTI L di H20
consumati
Kg di CO2
emessi
3 fette di pane (70,8g) 98,412 0,077
Latte (250mL) 258,25 0,06
3 biscotti (39g) 107,172 0,090
3 cucchiai di
marmellata (60g)
80 0,50
CALCOLO DELLIMPATTO AMBIENTALE DELLA NOSTRA
ALIMENTAZIONE
(PRENDENDO IN CONSIDERAZIONE IL MENU GIORNALIERO)
17. Impronta di
H2O di
alimenti ed
imballaggi (L)
Impronta di
H2O di
imballaggi (%)
Impronta di
CO2 di
alimenti ed
imballaggi (kg)
Impronta di
CO2 di
imballaggi (%)
543,834 0,56 0,28 2,13
TOTALE Colazione
18. Spuntino di met mattina
PRODOTTI L di H20
consumati
Kg di CO2
emessi
Merendina (100g) 28 0,23
Succo (200mL) 170 0,10
Impronta di
H2O di
alimenti ed
imballaggi (L)
Impronta di
H2O di
imballaggi (%)
Impronta di
CO2 di
alimenti ed
imballaggi (kg)
Impronta di
CO2 di
imballaggi (%)
198 0,08 0,33 4,8
TOTALE
19. Pranzo
PRODOTTI L di H20
consumati
Kg di CO2
emessi
Riso (140g) 0,48 0,07
Carne (125g) 1937,75 0,79
Formaggio stagionale
(50g)
253,2 0,24
Acqua naturale
(700mL)
7 0,08
Olio di Semi (60 mL) 254,04 0,14
Spezie (2g) 14,2 0,01
20. Impronta di
H2O di
alimenti ed
imballaggi (L)
Impronta di
H2O di
imballaggi (%)
Impronta di
CO2 di
alimenti ed
imballaggi (kg)
Impronta di
CO2 di
imballaggi (%)
2466,67 0,04 1,33 1,06
TOTALE
Pranzo
21. Merenda
PRODOTTI L di H20
consumati
Kg di CO2
emessi
Arance (150g) 42,15 0,08
Acqua (300mL) 3 0,05
Impronta di
H2O di
alimenti ed
imballaggi (L)
Impronta di
H2O di
imballaggi (%)
Impronta di
CO2 di
alimenti ed
imballaggi (kg)
Impronta di
CO2 di
imballaggi (%)
45,15 0,17 0,13 1,7
TOTALE
22. PRODOTTI L di H20
consumati
Kg di CO2
emessi
Fette di pane (47,2g) 65,61 0,05
Succo(200mL) 170 0,10
2 Cucchiai di
marmellata (40g)
53,3 0,04
Impronta di
H2O di alimenti
ed imballaggi
(L)
Impronta di
H2O di
imballaggi (%)
Impronta di
CO2 di alimenti
ed imballaggi
(kg)
Impronta di
CO2 di
imballaggi (%)
288,91 0,51 0,19 2,3
TOTALE
Merenda alternativa
23. Cena
PRODOTTI L di H20
consumati
Kg di CO2
emessi
Riso (100g) 344 0,052
Pesce pescato (150g) 0 0,204
Acqua (1,5L) 10 0,18
Olio di mais (60mL) 254,04 0,14
Insalata (75g) 17,85 0,06
24. Impronta di
H2O di alimenti
ed imballaggi
(L)
Impronta di H2O
di imballaggi
(%)
Impronta di CO2
di alimenti ed
imballaggi (kg)
Impronta di CO2
di imballaggi
(%)
625,89 0,05 0,63 1,3
TOTALE Cena
25. Cena alternativa
PRODOTTI L di H20
consumati
Kg di CO2
emessi
Pizza (1hg) 114 0,13
Acqua (1,5L) 10 0,18
Impronta di
H2O di
alimenti ed
imballaggi (L)
Impronta di
H2O di
imballaggi (%)
Impronta di
CO2 di
alimenti ed
imballaggi (kg)
Impronta di
CO2 di
imballaggi (%)
124 16,40 0,31 23
TOTALE
26. Cena alternativa
PRODOTTI L di H20
consumati
Kg di CO2
emessi
Carne bovina 300g 4650,6 1,9
Acqua(1L) 6,6 0,12
Impronta di
H2O di
alimenti ed
imballaggi (L)
Impronta di
H2O di
imballaggi (%)
Impronta di
CO2 di
alimenti ed
imballaggi (kg)
Impronta di
CO2 di
imballaggi (%)
4657,2 0,03 2,02 2,4
TOTALE
27. LA PLASTICA E I SACCHETTI
Luso della plastica e dei suoi derivati 竪 cresciuto notevolmente negli
ultimi 40 anni, trend che si riflette sulla composizione del rifiuto
marino.
Diverse fonti concordano che la plastica rappresenta la frazione
merceologica preponderante dei rifiuti in mare(dal 60 all80% del
totale, con punte del 90-95% in alcune regioni secondo lUnep-
agenzia per lambiente dellONU), una presenza particolarmente
dannosa per diversi specie animali come cetacei, tartarughe, pesci,
uccelli marini etc
LIMPATTO AMBIENTALE DELLIMBALLAGGIO
DEGLI ALIMENTI SULLAMBIENTE MARINO
28. Secondo lUnep e lAgenzia di protezione ambiente
svedese, di 115 specie di mammiferi marini 49 sono
a rischio intrappolamento o ingestione di rifiuti
marini.
I cetacei e i mammiferi marini vengono attratti da
questi materiali, spesso di colore acceso.
Dai monitoraggi 竪 emerso che elefanti marini,
delfini, capodogli, lamantini,111 specie di uccelli
marini su 312 hanno ingerito rifiuti di plastica.
30. Circa 100.000 mammiferi marini, di cui 30.000 foche,
un numero consistente di tartarughe, 700.000, un
milione di uccelli marini rimangono uccisi ogni anno
dalla plastica, per soffocamento o intrappolamento.
Il sacchetto di plastica viene infatti scambiato dalle
tartarughe per una medusa e viene ingerito con
conseguente blocco del tratto digestivo.
32. Lattivit sulla balneazione prevede lanalisi della matrice
acqua(correnti superficiali, direzione e intensit del vento,
temperatura, acqua, pH,O2, trasparenza,presenza di idrocarburi,
di coliformi e streptococchi fecali, nonch竪 la presenza della micro
alga tossica Ostreopsis ovata)
33. In tal senso, il progetto trasfrontaliero GIONHA che
coinvolge le regioni Liguria, Toscana, Sardegna e la
Corsica e di cui ARPAT 竪 capofila, ha tra le proprie
finalit quella di avviare un progetto pilota che a
Livorno dovrebbe coinvolgere tutti i pescatori
professionisti della marineria a strascico, gli unici
operatori in grado di effettuare una concreta pulizia
dei fondali marini.
Con le stesse modalit di valutazione e di analisi, c竪
stata la possibilit di produrre una cartografia
georeferenziata relativa proprio alla concentrazione e
conseguente distribuzione geografica dei rifiuti
antropici qui riportati in fase complessiva.
34. Anche se la figura
successiva
mostra una
situazione
globale
sappiamo che la
maggiore
percentuale di
rifiuto antropico
registrato si
riferisce alla
plastica (preso
da GIONHA)
36. Il 16% delle
sostanze nutritive
che dovremmo
ingerire 竪 composto
dalle proteine
Queste due
piramidi,
rappresentano nel
primo caso
lapporto
consigliato dei
diversi cibi per una
sana alimentazione
e nel secondo il
rispettivo impatto
ambientale.
37. La produzione di carni rosse incide pesantemente sulle
emissioni di CO2 e sui consumi di acqua per
lallevamento degli animali
38. = 68000 g di CO2
+
15000 L di H2O
(lequivalente di 182 docce!)
IMPATTO AMBIENTALE DELLA CARNE BOVINA
39. L'Economist ha pubblicato un grafico
molto interessante che ci mostra il
consumo di carne nel mondo.
Le cifre indicano il consumo di
carne pro capite espresso in kg
per persona.
E' il Lussemburgo il paese dove si
consumano pi湛 kg di carne per
cittadino, oltre i 130, a seguire
troviamo gli Stati Uniti con pi湛
di 120 Kg.
Il grafico non dice che l'allevamento
intensivo 竪 la principale causa
dell'emissione di gas serra nel
mondo. Se non riduciamo il consumo
di carne, il pianeta si esaurir a
velocit incredibile!
Carne per tutti
40. Il grafico dimostra come i consumi attuali di carne,
confrontati con quelli della prima met del 900, siano
spropositati!
41. La pesca intensiva del
tonno rosso
in zone di riproduzione per
soddisfare le richieste
di mercato
rappresenta un serio
rischio di estinzione
per questa specie.
Lultima mattanza
42. LINK Carne per tutti
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1825a169-
47be-420b-bce2-1fd675fa17fc.html
SITOGRAFIA
www.waterfootprint.org
Progetto ROSSI-CIBUS 2010 SIS
Progetto MORESI-PR-12 Maggio
www.lcdafood.dk/
www.e-coop.it/spesa-all-impronta
www.improntawwf.it/carrello.it
http://it.wikipedia.org/wiki/Global_warming
Link Lultima mattanza
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-e40e8735-
a077-4a96-a34e-61c88931d473.html
43. HANNO PARTECIPATO
ENEA DE CRISTOFARO
NANA FRIMPONG ANTWI
DEITHER JOHN DE LOS REYES
NICHOLAS CALZAFERRI
2A ITIS NATTA-BG