Didattica Italiano di base
Lezione 1. Didattica base per l'insegnamento dell'Italiano L2 agli adulti.
Lezione di Cremona.
Organizzato dal Progetto Vivere in Italia
Politiche linguistiche e pratiche di successo nelle lingue minoritarieMara Mennella
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La presentazione 竪 stata preparata per il kick-off meeting del progetto europeo RUSH (http://rush.education) per lo scambio di materiali e pratiche di successo nell'insegnamento delle lingue minoritarie.
Il mio intervento, presentato il 16 gennaio a Cividale del Friuli, presenta un quadro generale sulle politiche linguistiche riguardanti le lingue minoritarie e alcuni casi di successo nella promozione e nell'insegnamento della lingua.
I bambini della Scuola Primaria di S. Giorgio C. festeggiano il termine della scuola con canti, pizza, giochi e una lunga passeggiata al santuario di Misobolo
La giornata scolastica inizia allegramente: pagliacci, giocolieri e trampolieri accompagnano i bambini della Scuola Primaria di S. GIORGIO C. passeggiando tra le coloratissime bancarelle del mercato
http://www.circolodidatticosangiorgio.gov.it
Gli alunni della Scuola Primaria di S. Giorgio C. sotto la direzione di Cristiana e Filippo Arri partecipano allo spettacolo natalizio allestito per le vie del paese
Una nuova biblioteca scolastica per S. Giorgio C.SCUOLAPR
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I bambini della Scuola Primaria di S. Giorgio C. partecipano attivamente al trasferimento della biblioteca nella nuova sede presso la Direzione Didattica
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Genere e gioco da tavolo: il caso di "Free to Choose"Speck&Tech
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ABSTRACT: "Free to Choose" 竪 un progetto co-finanziato dalla comunit europea per la creazione di un gioco da tavolo omonimo con l'obiettivo di contrastare gli stereotipi di genere nel mondo lavorativo. Lo sviluppo del gioco all'interno del progetto 竪 stato basato su una serie di ricerche sullo status quo degli stereotipi di genere, ed in particolare su quelle legate al gioco. Dall'analisi dei dati, abbiamo scoperto che alcune attivit all'interno dei giochi (es. combattere, personalizzare, concentrarsi) sono considerate pi湛 o meno attivit "da maschi" o "da femmine", che alcuni elementi dei giochi possono dare informazioni su un processo di design orientato ad uno specifico genere, e che maschi e femmine giocano con frequenze diverse, in sessioni di gioco di durata differente e soprattutto per motivazioni diverse. L'intervento illustrer tutti questi risultati e come il design del gioco Free to Choose 竪 stato influenzato da esse.
BIO: Alan Mattiassi 竪 uno psicologo, ricercatore e formatore che lavora con i giochi e sui giochi. Contribuisce alla progettazione e allimplementazione di progetti in cui 竪 richiesta competenza nel collegare psicologia e giochi; progetta e sviluppa giochi e attivit basate sui giochi con obiettivi di cambiamento sociale o educativi, lavorando sia nelle fasi di progettazione e sviluppo che nella formazione didattica basata sui giochi. Ha lavorato come ricercatore con diverse universit e team di ricerca. Attualmente 竪 coordinatore della Commissione per la Ricerca in Psicologia del Gioco presso il GAME Science Research Center e lavora come freelance come psicologo del gioco.
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3. Organizzato da:
IPRASE Istituto provinciale per la ricerca e la
sperimentazione educativa
竪
Ente Strumentale della Provincia Autonoma di
Trento, con il compito di promuovere e realizzare
iniziative di formazione continua, ricerca e
sperimentazione a sostegno dellinnovazione
didattica e dello sviluppo del sistema educativo
provinciale.
P. Cavoretto - C. Grosso
4. Allegati pubblici sul sito dellIPRASE
Home Risorse Materiali degli
eventi
Oppure al seguente link
http://www.iprase.tn.it/risorse/scheda-documento-
risorse/?node=workspace%3A%2F%2FSpacesStore%2
Fbfc8e769-6bca-409b-a799-82882626499a#
P. Cavoretto - C. Grosso
5. Obiettivo:
riflessione su temi cruciali per linsegnamento -
apprendimento della lingua nellattuale momento
storico, caratterizzato da:
plurilinguismo di fatto (permanenza lingue
minoritarie, evoluzione dellitaliano parlato, italiano
scolastico dello studio e comunicazione in pi湛 lingue
straniere)
immigrazione e globalizzazione
diffusione delle tecnologie digitali.
P. Cavoretto - C. Grosso
6. Problemi affrontati
1. I valori dell'italiano inteso come lingua materna, lingua 2,
lingua dello studio, lingua di esercizio della cittadinanza -
lingua ufficiale della Repubblica Italiana.
2. La relazione tra costruzione dellidentit personale,
apprendimento della lingua materna e plurilinguismo.
3. Le ragioni della valorizzazione delle lingue minoritarie.
4. Lapprendimento della lingua / delle lingue e luso delle
tecnologie digitali.
P. Cavoretto - C. Grosso
7. Articolazione
Relazioni di esperti
Presentazione delle esperienze da parte
delle scuole
P. Cavoretto - C. Grosso
8. Un quadro di insieme delle
Indicazioni Nazionali
I. Fiorin Presidente del corso di laurea in Scienze della
Formazione Primaria all'Universit LUMSA di Roma. Professore di
didattica e pedagogia speciale preso la LUMSA. Coordinatore del
Comitato scientifico nazionale per laccompagnamento e il monitoraggio
delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola
dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione (2012)
P. Cavoretto - C. Grosso
21. Insegnare italiano al tempo del
plurilinguismo
Patrizia Cordin, professore di glottologia e linguistica
presso lUniversit degli Studi di Trento
CRISI DEL MONOLINGUISMO
束Assistiamo oggi alla crisi forse definitiva del
monolitismo linguistico. []
Nuovi spazi e nuovi compiti si offrono alla vita delle
lingue meno diffuse, e pi湛 in generale alla pi湛
completa affermazione dei diritti linguistici umani.損
(De Mauro 2006, 11)
P. Cavoretto - C. Grosso
22. Multi, pluri, bilinguismo
Multilinguismo: si riferisce alluso di pi湛 lingue in
una comunit
Plurilinguismo: si riferisce alluso di pi湛 lingue in un
individuo
Bilinguismo: termine generale, con riferimento
alluso di due lingue in un individuo o in una
comunit, dove le due abbiano uguale riconoscimento
e funzioni.
P. Cavoretto - C. Grosso
23. Cosa significa essere bilingue?
Essere bilingue/plurilingue vuol dire usare due o pi湛
lingue regolarmente;
non vuol dire parlare due/pi湛 lingue
perfettamente.(Sorace 2011)
P. Cavoretto - C. Grosso
24. Plurilinguismo e lingue minoritarie
Anche le lingue minoritarie sono unopportunit per
cogliere i vantaggi del bilinguismo.
P. Cavoretto - C. Grosso
27. Plurilinguismo e dialetti
Per la maggior parte degli scolari negli anni Settanta i
dialetti hanno costituito la base sulla quale costruire
nuove competenze nella lingua italiana.
(Renzi, Cortelazzo 1977)
P. Cavoretto - C. Grosso
28. Bilinguismo: vantaggi e svantaggi
G. Vigliocco, Professore di Psicologia del linguaggio -
UNIVERSITY OF CENTRAL LONDON.
Una, due, tante lingue: implicazioni per lo sviluppo e
lidentit personale
Fino agli anni 60 del Novecento:
bilinguismo = handicap.
P. Cavoretto - C. Grosso
29. 1962. Controllando il livello socio economico:
bilingui = pi湛 intelligenti
(Peal & Lambert, 1962)
P. Cavoretto - C. Grosso
30. Svantaggi:
Lessico pi湛 limitato, soprattutto in L2
Recupero lessicale pi湛 lento, soprattutto in L2
Numero maggiore di sulla-punta-della-lingua
P. Cavoretto - C. Grosso
31. Vantaggi:
Linguistici: maggior conoscenza del linguaggio
Cognitivi: maggior capacit di inibire
informazioni irrilevanti
P. Cavoretto - C. Grosso
32. Vantaggio cognitivo
Bilingui hanno maggiore capacit di controllo del
comportamento (Bialystok, 2008, 2010)
Maggior facilit a cambiare strategie
Maggior capacit di inibire informazioni irrilevanti
Maggior capacit di focalizzare lattenzione
P. Cavoretto - C. Grosso
33. Bilinguismo e identit personale
Due lingue, due persone?
No, una persona pi湛 ricca: possibilit di avere
accesso a entrambe le culture; possibilit di avere amici
in entrambi i paesi.
Atteggiamento pi湛 aperto verso le differenze tra
persone di culture e paesi diversi
P. Cavoretto - C. Grosso
34. Conclusioni
Bilinguismo
ha implicazioni importanti sulla cognizione;
non ha effetti deleteri sullo sviluppo e educazione;
permette laccesso a culture, gente e societ diverse;
P. Cavoretto - C. Grosso
35. Plurilinguismo:
la nostra percezione
Quanti di noi sono bilingui?
Quanti di noi vivono/lavorano in contesto
multilingue?
P. Cavoretto - C. Grosso
36. Diversit linguistiche nelle scuole
italiane: i paesi (P. Cordin)
Diversit linguistiche nelle scuole italiane:
196 paesi di provenienza.
Le cittadinanze pi湛 numerose:
Romania
Albania
Marocco
Cina
P. Cavoretto - C. Grosso
37. Diversit linguistiche nelle scuole
italiane: i numeri
a.s. 2013-14
Alunni stranieri: 803.059
Alunni stranieri scuola primaria: 283.233
Alunni stranieri nati in Italia: 415.182 (51,7% del
totale)
P. Cavoretto - C. Grosso
38. Plurilinguismo nei bambini
I bambini imparano qualsiasi lingua senza sforzo,
esattamente come imparano a camminare.
Il cervello del bambino 竪 perfettamente capace di
gestire due o pi湛 lingue contemporaneamente.
Il bambino bilingue non 竪 la somma di due
monolingui.
P. Cavoretto - C. Grosso
39. Presto 竪 meglio
ll miglior periodo per diventare
pienamente bilingue 竪 la prima
infanzia.
Ruolo fondamentale delle scuole
primarie, delle scuole dinfanzia, delle
famiglie.
P. Cavoretto - C. Grosso
40. Il ruolo delle famiglie
Valorizzare le competenze familiari delle
famiglie (migranti), favorendone la
partecipazione ai servizi educativi dei figli e
promuovendo luso della lingua di casa
in tutte le variet, in particolare quella
scritta (lettura).
P. Cavoretto - C. Grosso
41. La formazione degli insegnanti
Tu t t o c i 嘆 n o n p u 嘆 e s s e r e a f f i d a t o
allimprovvisazione n辿 pu嘆 gravare su una scuola
lasciata a se stessa. Gli insegnanti, che pure hanno
affrontato spesso positivamente la pluralit
idiomatica nella loro attivit quotidiana, devono
essere sistematicamente formati alladozione
di una prospettiva didattica plurilingue e in
secondo luogo sostenuti nella pratica didattica
attraverso risorse umane e materiali
appropriate.
Conoscere e usare pi湛 lingue 竪 fattore di ricchezza (SLI, SIG,
AItLA,DiLLE, Accademia della Crusca)
P. Cavoretto - C. Grosso
42. Un cambiamento di prospettiva
Verso le classi multilingui
Non solo italiano L2
Non solo multiculturalit
Non solo attenzione part-time alle lingue altre
MA
P. Cavoretto - C. Grosso
43. Diversit linguistica e culturale come parte integrante
del curriculum
Famiglie e comunit coinvolte nel curriculum
Stimoli per uno sviluppo completo delle lingue di casa
(N.B. lettura)
Le lingue di casa entrano nella scuola con piena dignit
e sistematicamente (Chumak-Horbatsch 2012)
P. Cavoretto - C. Grosso
44. Buone pratiche:
Visibilit e conoscenza
LA NOSTRA CLASSE UN POSTO DOVE LE LINGUE SONO
benvenute -rispettate -parlate -ascoltate -accettate
confrontate discusse - mai dimenticate - mai derise -
scoperte - scritte - lette condivise - cantate - esplorate
LA CARTA DELLE LINGUE
Nome della lingua
Parlanti in classe
Numero
Nomi
Parlate in questi paesi
Bandiera
Sistemi di scrittura
Caratteri
(Chumak-Horbatsch 2012, 65)
P. Cavoretto - C. Grosso
45. Buone pratiche:
Uso partecipato delle lingue
Alfabeti
Monete
Supermercato in classe
Websites nelle diverse lingue
Nonni in classe
P. Cavoretto - C. Grosso
47. Stimoli per la riflessione grammaticale
Traduzione: da Lingua di Casa (LC) a Lingua di Scuola
(LS) e da LS a LC
Confronto di parole (uso vocabolari)
Confronto di strutture (p.e. il soggetto espresso, la
posizione del verbo, dove sta il pronome
interrogativo)
P. Cavoretto - C. Grosso
48. A cosa serve la grammatica
ormai assodato che non esiste un legame diretto tra
riflessione sulla lingua e sviluppo delle abilit
linguistiche, quindi attraverso la riflessione
metalinguistica non si raggiunge immediatamente
lobiettivo di migliorare le competenze duso della
lingua.
(Lo Duca, Provenzano 2012)
P. Cavoretto - C. Grosso
49. Laboratori
1. Litaliano neostandard tra oralit e scrittura
2. Le opportunit offerte dalle tecnologie digitali
3. Studiare le discipline in italiano
4. La lingua per lesercizio della cittadinanza
5. Il plurilinguismo - le lingue minoritarie
6. Il plurilinguismo litaliano lingua 2
7. Verticalit e trasversalit nello sviluppo delle c. l.
8. Valutare e certificare le competenze linguistiche
P. Cavoretto - C. Grosso
50. Studiare le discipline in italiano: leggere,
comprendere, scrivere testi espositivi e
argomentativi
le caratteristiche dei testi scolastici delle varie discipline;
luso didattico dei testi di studio;
la didattica specifica per la comprensione e la produzione
di testi espositivi e argomentativi.
P. Cavoretto - C. Grosso
51. Le caratteristiche dei testi scolastici
delle varie discipline
La lingua della scuola e dello studio:
Assume tratti dei linguaggi specialistici ma si rivolge ad un
pubblico di non specialisti.
Ha il compito di trasmettere termini e concetti complessi
ma in maniera comprensibile in un rapporto comunicativo
asimmetrico (linguistico, di conoscenze e di competenze
cognitive).
B. Gramegna, C. Nocentini, Litaliano lingua di studio
per le materie scientifiche
P. Cavoretto - C. Grosso
52. Chiara Amoruso, Gli alunni stranieri e i testi
scolastici
Cummins distingue tra:
competenza linguistica sufficiente a soddisfare le
esigenze ordinarie della comunicazione interpersonale
e
competenza linguistica superiore, adatta a
compiere ed esprimere le operazioni cognitivamente
superiori (argomentare, astrarre, instaurare relazioni
logiche, sintetizzare, classificare, ecc.) richieste dallo
studio scolastico.
P. Cavoretto - C. Grosso
53. Nei testi scolastici sono presenti due tipi
di difficolt:
Difficolt funzionali in rapporto a studenti con
deficit
Semplificazione
Disfunzioni = difficolt in rapporto a tutti gli
studenti
Adeguamento
P. Cavoretto - C. Grosso
54. LE DIFFICOLT FUNZIONALI
Offrono un modello di lingua colto
Presentano le strutture linguistiche adeguate per la
verbalizzazione di categorie e relazioni concettuali
complesse.
Sono tali solo per gli alunni che hanno un deficit linguistico
e si collocano soprattutto a livello morfosintattico e
lessicale.
SEMPLIFICAZIONE
per unutenza molto specifica
in una fase transitoria.
P. Cavoretto - C. Grosso
55. LE DISFUNZIONI
Elementi di difficolt non funzionali e anti-funzionali.
Non producono alcun effetto positivo in termini di
apprendimento e anzi producono dei danni.
Soprattutto a livello dellorganizzazione concettuale e
testuale (eccessiva densit informativa, salti concettuali,
connettivi assenti o mal posti).
Sono tali per tutti gli alunni
ristrutturazione e integrazione
=
ADEGUAMENTO.
P. Cavoretto - C. Grosso
56. Le disfunzioni nei testi scolastici
Perch辿?
contenere in uno spazio ridotto contenuti estesi e
complessi
testi piegati e ripiegati al fine di comprimere in
pochissimo spazio argomenti lunghi e complessi.
Chi?
Il docente ha il compito di distendere le pieghe
mostrando i passaggi intermedi che vi si celano
P. Cavoretto - C. Grosso
57. Il lettore esperto capisce perch辿 gi sa e compie una
serie di microragionamenti e inferenze che rimangono
sotto il livello della coscienza.
Per questo a volte 竪 difficile rispondere a una richiesta
daiuto degli alunni: 竪 difficile individuare a che cosa 竪
dovuto il loro problema di comprensione.
P. Cavoretto - C. Grosso
58. Questo si traduce in un problema di comprensibilit
che 竪 strutturale. Per comprendere il testo, infatti,
bisogna gi conoscere i contenuti che sono solo
menzionati e integrare quelli mancanti.
Forse il vero destinatario del libro di
scuola 竪 linsegnante e non lo studente.
P. Cavoretto - C. Grosso
83. G. Landi, La lingua per lo studio delle
discipline
Lattuale societ globalizzata richiede una scuola basata
sulle competenze
Durante la I classe della Primaria:
Itinerario per la produzione-comprensione di testi
denotativi con l'utilizzo di organizzatori anticipati e
simbologie grafiche opportune che rappresentano le
relazioni del descrivere, del narrare,
dell'argomentare,
PER
lavorare negli anni successivi per il metodo di studio
P. Cavoretto - C. Grosso
100. Studiare con metodo
regione Basilicata,
I.C. R. Montano di Stigliano
(Matera)
Realizzazione di un manuale on line sul metodo di
studio
P. Cavoretto - C. Grosso
109. Il plurilinguismo: litaliano come lingua 2
la lingua duso e la lingua scolastica;
la grammatica per i madrelingua italiani e per i non
madrelingua;
quale letteratura per gli studenti stranieri?
P. Cavoretto - C. Grosso
110. PROGETTO n.1 (VENETO ) I.C. Ponte delle Alpi
PROGETTO n.1 Veneto
I.C Ponte delle Alpi
CURRICOLO VERTICALE per ALUNNI STRANIERI
RAGAZZO NAI di madrelingua spagnola
MODALITA di VALUTAZIONE del COLLOQUIO
ORALE mediante un PDP
Presenza di un MEDIATORE durante lesame
SPAGNOLO LINGUA COMUNITARIA quindi litaliano
pu嘆 diventare la SECONDA LINGUA COMUNITARIA
111. PROGETTO n.2 Rete Scuola ROMA 13
Insieme si pu嘆 fare
A.S 2014-15 /2015-16
11 istituti coinvolti
3 incontri di formazione in plenaria
110 docenti coinvolti
Laboratori con formazione attiva;
apprendimento cooperativo ed inclusione
A settembre microprogettazione con classi
amiche: prestazione autentica